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Dopo la firma degli accordi di San Andres nel febbraio del 1996, destinati a diventare legge, ed al momento del mancato assolvimento, da parte del Governo Federale, a quanto in essi ratificato


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Dopo la firma, da parte dell'EZLN e del governo messicano, degli accordi di San Andrés (febbraio '96), a causa del mancato assolvimento da parte del Governo Federale a quanto in essi ratificato, l'EZLN sospende il dialogo, chiedendo come condizioni imprescindibili per poter riprendere le trattative, la smilitarizazione dei territori zapatisti e l'attuazione degli accordi suddetti; si chiude per circa due anni in un quasi totale silenzio anche con la società civile.

Contemporaneamente il governo attua una duplice strategia: da un lato, manifesta di voler riprendere le trattative con gli zapatisti ma proponendo condizioni che non possono soddisfare questi ultimi tenta di convincere l'opinione pubblica che le cause della sospensione del dialogo sono da attribuire alla loro intransigenza; dall'altro attua una precisa strategia politico-militare conosciuta come “Guerra di Bassa Intensità”, che alterna ormai da cinque anni momenti di calma solo apparente a periodi di forte tensione. Infatti, intensifica la presenza di effettivi militari nelle regioni a forte componente zapatista, creando un forte clima di intimidazione; dissemina il territorio di posti di blocco che rendono difficili spostamenti e comunicazioni; offre servizi ed aiuti economici a tutte le famiglie e comunità disposte a collaborare con il governo, accentuando le divisioni all'interno delle regioni indigene e creando le basi per una guerra civile; addestra e finanzia gruppi paramilitari che hanno l'obiettivo di minare le basi d'appoggio dell'EZLN perpetrando continue e ripetute violenze; controlla e manipola i mezzi di informazione.

Dopo un lungo periodo di silenzio, nel novembre del 1998, l'EZLN convoca un incontro con la società civile e la COCOPA (Commissione di Concordia e Pacificazione, composta da rappresentanti del congresso). Alla fine di novembre, sempre nel mezzo di continue tensioni e violenze, si riuniscono a San Cristòbal 3 mila rappresentanti della società civile messicana per discutere possibili forme per riattivare l'ormai ristagnante processo di pace. Si tratta del primo incontro fra l'Esercito Zapatista e la società civile messicana dopo più di due anni. Il principale risultato di questa riunione è l'accordo per la realizzazione della "Consulta per il Riconoscimento dei Diritti dei Popoli Indigeni e per la Fine della Guerra di Sterminio", da realizzarsi il 21 marzo '99, che vede come votanti anche i messicani residenti all'estero. L'obiettivo di questa Consulta è domandare ai messicani il loro parere sul riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni e più precisamente sul loro appoggio o no alla proposta di legge della COCOPA1. La ripresa del dialogo fra la società civile e gli zapatisti oltre alla realizzazione della Consulta, mira a collegare e unificare tutti i movimenti sociali di forte opposizione al governo messicano con l'idea di creare un fronte unico di reciproco appoggio e sostegno. Per questo l'EZLN prende posizione a favore di questi movimenti e organizza incontri con i loro partecipanti: con gli studenti della UNAM, che occupano l'università per difendere il diritto all'educazione gratuita, con il Sindacato Messicano degli Elettricisti, che si oppone alla privatizzazione dell'industria elettrica, con il cosidetto Frente Nacional de Defensa del Patrimonio Cultural, che si costituisce contro la privatizzazione dei beni culturali e archeologici (che in gran parte si trovano nei territori zapatisti) e con il movimento dei maestri democratici.

In risposta all'intensa ripresa dell'iniziativa politica da parte dell'EZLN, il governo scatena l'ennesimo violento attacco sul fronte politico e militare. Il periodo di maggior tensione si è raggiunto alla metà dello scorso agosto, quando più di 400 soldati vengono trasportati nella comunità di Amador Hernandez e bloccano l'entrata alla comunità (sommandosi ai 5000 da poco stanziatisi nella zona della riserva ecologica dei Montes Azules con il pretesto di un'azione di rimboscamento); tale azione viene giustificata dalle autorità militari come protezione ai macchinari di un'impresa che sta progettando la costruzione di una strada che attraverserà la riserva ecologica. In realtà non è nient'altro che la possibilità di un ulteriore accerchiamento della zona zapatista. La reazione della società civile è immediata, si organizzano manifestazioni, gruppi di persone che vanno a vigilare la zona, alcuni studenti della UNAM e l'attrice Ofelia Medina si trasferiscono nella comunità per evitare una possibile invasione. In risposta a questo, Albores Guillén, governatore del Chiapas, minaccia di emettere mandati di cattura contro gli studenti e contro l'attrice, non si capisce appellandosi a quali basi giuridiche. La stessa xenofobia istigata contro gli stranieri si utilizza contro i messicani. La situazione raggiunge livelli di tensione altissimi: si teme un attacco a La Realidad; truppe dell'esercito federale e poliziotti della Pubblica Sicurezza attaccano la comunità di San José la Esperanza; gruppi di priisti minacciano di espellere gli osservatori internazionali presenti nell'Accampamento Civile per la Pace di Morelia , sequestrano 6 persone dei questa comunità e saccheggiano le loro case, minacciano lo smantellamento della sede del Municipio Autonomo; aggrediscono, picchiano e derubano una dottoressa di una ong messicana e due osservatori internazionali di ritorno da La Realidad.

Questi sono solo alcuni dei fatti che hanno segnato un'escalation del clima di violenza e che hanno fatto temere all'incirca un mese fa l'attacco definitivo dell'esercito messicano alle comunità zapatiste. Tutto ciò rientra perfettamente in quella strategia della tensione attuata dal governo messicano, che alterna momenti di forte e preoccupante tensione a momenti di non meno preoccupante stabilità apparente. In connessione per esempio con la grande iniziativa politica della Consulta lanciata dagli zapatisti vanno visti alcuni dei seguenti episodi: l'occupazione del municipio di San Andrés, l'esercito che entra nelle comunità e taglia acqua potabile o luce alle famiglie zapatiste, le numerose messe in scena di diserzioni di zapatisti, il rilancio del nuovo piano di rimunicipalizzazione con la creazione di nuovi municipi, per lo più ubicati in zone di influenza zapatiste e istallati senza aver consultato i dovuti interessati.

Il dossier che qui presentiamo nasce per documentare in modo più puntuale la situazione precedentemente descritta e si compone di due parti fondamentali: la prima ha lo scopo di riportare fatti e denunce di quanto avvenuto negli ultimi mesi; la seconda, invece, intende mettere in risalto la ripresa dell’attività politica dell’EZLN, in quanto evidente causa scatenante di pesanti azioni militari da parte del governo.
In dettaglio, la prima parte contiene:


  • una cronologia con i fatti più gravi e rilevanti da aprile in poi, con l'obiettivo di evidenziare come i recenti episodi d'agosto pur nella loro gravità non sono un'eccezione, ma la ormai consolidata strategia del governo;

  • la traduzione di due documenti: la richiesta da parte dell'alleanza dell'opposizione chiapaneca di destituire il governatore ad interim Albores Guillén, che continua a compiere illegalità e un documento di denuncia della situazione realizzato dalle principali associazioni e organizzazioni civili di San Cristòbal e del Chiapas;

  • cartine esplicative di fatti e situazioni

  • una rassegna stampa dei principali fatti avvenuti da aprile ad agosto 1999.

La seconda parte si compone invece di:



  • un’analisi dell’attuale politica del governo e dei movimenti di opposizione in Messico;

  • una cronologia delle iniziative politiche zapatiste;

  • una scelta dei principali documenti emessi dall'Esercito Zapatista.

Anche se la situazione sembra tornata alla "normalità" i segnali non sono affatto buoni e non ci permettono di adagiarci e attendere un peggioramento della situazione, per tanto con questo dossier vogliamo chiedere alla commissione esteri del Parlamento di:



  • far pressione sul Parlamento Italiano affinché non venga ratificato L’Accordo di Associazione Economica e Concertazione Politica tra l’U.E. e il Messico impugnando la clausola che vincola le attività economiche al rispetto dei diritti umani;

  • rinviare la discussione parlamentare, relativa alla ratifica dell’Accordo sopra menzionato, alla relazione che la Commissione Civile Internazionale di Osservazione per i Diritti Umani farà al suo rientro dal Messico;

  • inviare una commissione di parlamentari italiani per verificare l'attuale situazione in Chiapas;

  • sorvegliare sull'incolumità dei nostri connazionali che stanno portando avanti in Chiapas vari progetti di cooperazione.

L.I.T.A. (Laboratorio Itinerante Tecnologie Appropriate)

S.A.L. (Solidarietà con l’America Latina)

YA BASTA - Associazione Nazionale per la Dignità dei Popoli contro il Neoliberismo
Roma, settembre 1999

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